
Tra morti e sparizioni inspiegate, cavalieri non così cavallereschi, vendette e tesori scomparsi, questo è, a mio parere, il libro meglio riuscito di Paul Harding. Cattura il lettore fin dalla prima pagina, e non si riesce a capire chi sia (o chi siano?) il colpevole fino all'ultimo capitolo. La precisione storica è puntigliosa, e fanno sorridere i membri della parrocchia di Athelstan, nella cui descrizione l'autore usa un bell'humour inglese. Se c'è un personaggio che spicca più di tutti, è la figura del cacciatore di taglie. Non si sa quasi niente di lui, è una figura misteriosa e sfuggente che mi ha davvero colpita, forse per il suo mistero, oppure per il suo essere così distaccato e al tempo stesso presente nell'intrigo del romanzo.
Voto: 10