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venerdì 16 novembre 2012

L'estasi del leggere

Vi è mai capitato che un libro vi trasmettesse un'immensa gioia? Una gioia quasi simile all'estasi, una gioia che comincia dal cuore e poi si propaga in ogni fibra del vostro corpo, vi fa formicolare le dita, sorridere e avere le lacrime agli occhi?
A me si. Diverse volte. Mi è capitato leggendo Ascolta la mia ombra, che con sottile poesia invita ad amare e prenderci cura a qualunque costo delle persone a cui vogliamo bene.
Mi è capitato leggendo Io e te di Niccolò Ammaniti, vedendo due solitudini così diverse come quelle di Lorenzo e Olivia avvicinarsi e annullarsi.
E mi è capitato per ogni singolo capitolo dei libri di Silvana De Mari, da L'ultimo Elfo a L'ultimo orco, passando per Gli ultimi Incantesimi e L'ultima profezia del mondo degli Uomini, libri indimenticabili che, riprendendo il modo in cui li ha definiti una mia amica, sono oro colato.
E' una gioia strana e selvaggia, simile all'ebrezza, ebrezza per le parole che leggi, e senti che tra poco traboccherai come un vaso, che ti manca il fiato.
Tutto questo per un libro, un sogno di carta. Un sogno potente che non finisce mai, visto che basta riaprirlo perché ricominci ad emozionarti.                                              

mercoledì 10 ottobre 2012

Ascolta la mia ombra

Non ringrazierò mai abbastanza la mia amica A, che mi ha prestato questo libro.
Il narratore è inizialmente bambino. Piccolo, occhialuto, si è appena trasferito in una nuova scuola e il bulletto di turno lo ha già preso di mira per aver messo gli occhi sulla bella Elisabeth. Per di più, il padre lascia la madre senza dargli una spiegazione. Insomma, la vita non è proprio rosea. Finché un giorno l'ombra del narratore non si sovrappone con quella del bullo, e allora si accorgerà di essere un ladro di Ombre.
Sul momento pensavo che Ascolta la mia ombra fosse un libro per ragazzi un po' fantasy ma poi le parole di Marc Levy, che sono pura poesia, mi hanno stregata, perché al di là dell'elemento fantastico tutto il resto è reale, nelle gioie come nei dolori. Diversi momenti danno i brividi per l'emozione, personaggi come Cléa, la piccola sordomuta dal dolore profondo, l'amico Luc, che vorrebbe essere medico ma il caso non gli è favorevole o la madre del protagonista nella sua tenerezza rimangono nel cuore, e le ombre, che di solito appaiono sempre minacciose nei racconti, stavolta sono come delle amiche, come l'essenza più profonda di noi stessi. Un libricino delicato e bellissimo che consiglio a tutti voi.
A presto, cari follower, e buone letture.