Ciao a tutti!! Buon anno!! Bene, il 2012 è finito. Siamo sopravvissuti alla fine del mondo!! Ok, la smetto.
E' l'ora di un bilancio, quello che di solito faccio ogni anno. Ho letto in tutti 47 libri. Che vergogna. Non sono riuscita a battere il mio record del'anno scorso, visto che anche nel 2011 ho letto 47 libri...vabbeh, lo batterò l'anno prossimo...
Ed ecco qui, di questi 47 libri, la top ten di quelli che mi sono piaciuti di più!
1. Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy
2. Io e te di Nicolò Ammaniti
3. Gli Ultimi Incantesimi di Silvana De Mari
4. Ascolta la mia ombra di Marc Levy
5. L'Ultimo Orco di Silvana De Mari
6. La Bambinaia Francese di Bianca Pitzorno
7. Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron
8. L'Ultima Profezia del Mondo degli Uomini
9. Gli spiriti non dimenticano di Vittorio Zucconi
10. Mondo Senza Fine di Ken Follett
E' stata durissima decidere!!!! Questi libri mi hanno praticamente tutti regalato tante bellissime emozioni...
Bene, non mi resta che augurarvi un buono e sereno 2013 e...tante buone letture!! XD
Tutto è cominciato quando la mia amica Chris mi ha prestato un libro dalla strana copertina glitterata con un enorme iris al centro. "Leggilo, è bellissimo!" mi ha detto. Leggo la trama. "Si...vedremo." La solita scettica. A casa, comincio a leggerlo. Quel pomeriggio leggo più di cento pagine tutte d'un fiato. Idem i giorni seguenti. Al quarto giorno, riporto entusiasta il libro a Chris. "E' geniale!!" Questo accadeva quasi due anni fa.
Avevo appena scoperto i libri di Maurizio Temporin, nato nel 1988, artista poliedrico che dopo aver percorso il mondo fino al Polo Sud, si è dedicato a scrivere questa bella trilogia che comprende Iris-Fiori di cenere, Iris-I sogni dei morti e Iris-I risvegli ametista. Ma ora veniamo alla trama.
Thara ha diciassette anni e degli occhi davvero strani: sono viola. Inoltre ha parecchi problemi con il sonno, visto che, nonostante porti sempre con se una borraccia piena di caffè, tranne all'alba e al tramonto non riesce a rimanere sveglia. E un giorno, annusa il profumo di un iris, si addormenta e, quando si risveglia, si ritrova in un modo parallelo fatto di cenere. Lì, nel Cinerarium, incontra Nate, un ragazzo dagli occhi color arcobaleno senza memoria. Ma, soprattutto, a partire da quel momento un misterioso e inquietante personaggio si mette alla sua ricerca...
Chi segue il mio altro blog Where is my mind? credo abbia intuito uno dei motivi per cui Iris mi è piaciuto tantissimo: i mondi paralleli, che mi hanno sempre affascinata.
In seguito, i personaggi, come Christine (che ha molto in comune con la mia amica omonima ;D) e Leo, i migliori amici di Thara, sono indimenticabili per tutte le battute che dicono (Maurizio Temporin ha un divertentissimo senso dello humour, che pervade tutti i libri). Ma nessuno batte Ludkar, lo psicopatico della storia, cinico e pazzo.
Oltre allo stile del quale ho già accennato sopra, bisogna dire che Maurizio Temporin mescola in modo davvero ben dosato urban fantasy e fantascienza, di modo che oltre ad esseri dotati di poteri soprannaturali assistiamo nei due ultimi libri ad un dibattito: fino a dove può spingersi la scienza? Un dibattito caro ai libri di fantascienza.
Tutti i libri hanno un ritmo che ti incalza costantemente a proseguire, grazie ai continui colpi di scena. Soltanto la fine è un po' confusionaria, o almeno io l'ho trovata così.
Se volete passare qualche giorno di puro divertimento, leggete Iris!!
Avete presente Adèle, la bambina di cui Jane Eyre è istitutrice? La bambinaia francese di Bianca Pitzorno racconta la sua storia prima dell'arrivo di Jane. Scopriamo così la vita di Adèle con sua madre, la ballerina Cèline Varens, Sophie, la sua bambinaia, dal cui punto di vista è raccontato il libro, e Toussaint, un giovane schiavo nativo di Cuba.
La bambinaia francese mi è piaciuto tantissimo, non solo perché è una storia commovente che strappa tanti sorrisi, ma anche perché è un libri dentro al libro. Bianca Pitzorno ha fatto davvero un'operazione originale, scrivendo un libro che racconta quel che ne precede un altro. Inoltre, sono infinite le citazioni di altri libri scritti nella prima metà dell'800, dai Miserabili di Victor Hugo a Indiana di George Sand, dalle Istruzioni per la servitù di Jonathan Swift al Manoscritto per Teresa di Pietro Verri. Autori che a volte incontriamo nel salotto di Cèline, la bellissima ballerina madre di Adèle e benefattrice di Sophie.
State attenti a Edward Rochester! Se già non vi piaceva in Jane Eyre, qui lo detesterete con tutte le vostre forze!!
Vi è mai capitato che un libro vi trasmettesse un'immensa gioia? Una gioia quasi simile all'estasi, una gioia che comincia dal cuore e poi si propaga in ogni fibra del vostro corpo, vi fa formicolare le dita, sorridere e avere le lacrime agli occhi?
A me si. Diverse volte. Mi è capitato leggendo Ascolta la mia ombra, che con sottile poesia invita ad amare e prenderci cura a qualunque costo delle persone a cui vogliamo bene.
Mi è capitato leggendo Io e te di Niccolò Ammaniti, vedendo due solitudini così diverse come quelle di Lorenzo e Olivia avvicinarsi e annullarsi.
E mi è capitato per ogni singolo capitolo dei libri di Silvana De Mari, da L'ultimo Elfo a L'ultimo orco, passando per Gli ultimi Incantesimi e L'ultima profezia del mondo degli Uomini, libri indimenticabili che, riprendendo il modo in cui li ha definiti una mia amica, sono oro colato.
E' una gioia strana e selvaggia, simile all'ebrezza, ebrezza per le parole che leggi, e senti che tra poco traboccherai come un vaso, che ti manca il fiato.
Tutto questo per un libro, un sogno di carta. Un sogno potente che non finisce mai, visto che basta riaprirlo perché ricominci ad emozionarti.
Dato il periodo in cui siamo, oggi vi consiglio un libro di vampiri. Non di vampiri in stile Twilight, ma di vampiri veri, quelli (quasi) senza sensi di colpa.
Ma parliamo del libro: Scelti dalle tenebre di Anne Rice è il secondo libro della serie delle Cronache dei Vampiri. Il primo, Intervista col vampiro, racconta la storia di Louis, che, alla fine del XVIII secolo, venne vampirizzato dal vampiro Lestat de Lioncourt a New Orleans. Lestat appare come un essere cattivissimo, al limite del sadismo.
E questo secondo libro, che racconta proprio la storia di Lestat, ribalta completamente l'opinione che il lettore si era fatto di lui. Si scopre infatti che da umano apparteneva alla piccola nobiltà francese, che era un ottimo cacciatore, e che amava anche tantissimo il teatro...fu proprio questa passione a metterlo contro suo padre e a farlo fuggire dal suo piccolo villaggio per Parigi insieme all'amico Nicolas. E fu a Parigi che Lestat incontrò Magnus, il misterioso vampiro che un giorno cambiò completamente il suo destino.
Per certi versi, ho preferito questo libro a Intervista col Vampiro. Credo sia stato proprio per questo completo ribaltamento che il lettore sente nei confronti di Lestat.
Per quel che riguarda lo stile, è molto...come dire, fitto. La Rice ha una scrittura molto particolare, che ad alcuni potrebbe risultare pesante. Ma è comunque una buona lettura, se vi piacciono i vampiri o se volete cambiare da Stephenie Meyer & Company.
A presto!
Si, lo so, mancavo da un po'...ma sono molto impegnata, e la maggior parte delle volte che scrivo anche sul mio altro blog, Where is my mind?, non ho tempo di scrivere su questo. Quindi perdonatemo, per favore!! :D
Oggi non scrivo per parlarvi di un libro, anche se qualche mezza idea ce l'ho. Vi scrivo perché...ho inventato un premio!!!!
Il premio Unia...
Ok, l'immagine non c'entra niente con i libri e non c'è scritto il nome sopra. Inizialmente non doveva essere questa, ma siccome la foto che avevo modificato apposta non la legge nessun computer (sarà che ho fatto tutto con Corel Draw???), alla fine ho cercato su Google immagini la parola sogni. E questa qui mi è piaciuta. Ma non sono riuscita a modificarla. Unia significa Sogni in finlandese, e i libri non sono forse dei sogni?
Ecco qui le regole del premio:
1. Rispondere a queste 7 domande:
- Qual'è il primo libro che hai letto in assoluto?
- Hai mai fatto un sogno ispirato ad un libro che hai letto? Se si, racconta.
- Qual'è la prima cosa che ti colpisce di un libro? La copertina, la trama o il titolo?
- Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio?
- Qual'è il tuo genere preferito?
- Hai mai incontrato uno scrittore?
- Posta un'immagine che rappresenta cosa significa per te la lettura.
Non ringrazierò mai abbastanza la mia amica A, che mi ha prestato questo libro.
Il narratore è inizialmente bambino. Piccolo, occhialuto, si è appena trasferito in una nuova scuola e il bulletto di turno lo ha già preso di mira per aver messo gli occhi sulla bella Elisabeth. Per di più, il padre lascia la madre senza dargli una spiegazione. Insomma, la vita non è proprio rosea. Finché un giorno l'ombra del narratore non si sovrappone con quella del bullo, e allora si accorgerà di essere un ladro di Ombre.
Sul momento pensavo che Ascolta la mia ombra fosse un libro per ragazzi un po' fantasy ma poi le parole di Marc Levy, che sono pura poesia, mi hanno stregata, perché al di là dell'elemento fantastico tutto il resto è reale, nelle gioie come nei dolori. Diversi momenti danno i brividi per l'emozione, personaggi come Cléa, la piccola sordomuta dal dolore profondo, l'amico Luc, che vorrebbe essere medico ma il caso non gli è favorevole o la madre del protagonista nella sua tenerezza rimangono nel cuore, e le ombre, che di solito appaiono sempre minacciose nei racconti, stavolta sono come delle amiche, come l'essenza più profonda di noi stessi. Un libricino delicato e bellissimo che consiglio a tutti voi.
A presto, cari follower, e buone letture.